Mission: Impossible – Fallout

Mission: Impossible – Fallout

- in Film 2018, Recensioni
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L’agente della IMF Ethan Hunt (Tom Cruise) accetta l’incarico di intercettare la vendita di tre nuclei di plutonio da parte di un gruppo terroristico noto come “Gli Apostoli”, nel quale si sono riversati i resti dell’organizzazione di Solomon Lane (Sean Harris), da lui catturato due anni prima. Tale missione però fallisce quando Ethan decide di salvare dal pericolo il suo team, compromettendo l’operazione; per riparare a tale situazione, Hunt dovrà quindi scovare il misterioso John Lark, acquirente dell’arma nucleare nonché già finanziatore del rapimento di uno scienziato anarchico al quale l’agente riesce ad estorcere alcune informazioni utili; così, spalleggiato dai fidati Benji (Simon Pegg) e Luther (Ving Rhames), ma al tempo stesso forzatamente accompagnato dal rude August Walker (Henry Cavill), agente della CIA al quale viene ordinato di supervisionare le attività dell’IMF, Ethan si lancia in una missione dagli esiti totalmente inaspettati, a partire dall’incontro con la Vedova Bianca (Vanessa Kirby), trafficante d’armi ed intermediaria, ma anche dal rientro in scena dell’agente del MI6 Ilsa Faust (Rebecca Ferguson).

A ben 22 anni dal capostipite, la fortunata saga spy-action ispirata alla serie televisiva anni ’60 prosegue con questo sesto episodio, nuovamente scritto e diretto da Christopher McQuarrie (Oscar per la sceneggiatura de I Soliti Sospetti), il quale, già responsabile del successo dello scorso e riuscito Rogue Nation, nel restare al timone diventa quindi l’unico regista ad aver girato più di un capitolo, offrendo in tutto ciò un apporto di non poco conto: infatti, se con il succitato quinto film aveva già dimostrato di riuscire a non sfigurare nel raccogliere l’eredità dei predecessori (ovvero, nell’ordine, il virtuoso De Palma, lo specialista Woo, il vivace Abrams e il giocoso Bird), ora il regista conferma tali abilità e alza il tiro realizzando quello che si rivela uno dei migliori titoli del franchise, continuando così a portarne avanti il suo personale rinvigorimento anche attraverso un’inedita continuità diretta con il precedente; nell’affiancare quindi ad alcune new entry (tra cui spicca il riuscito villain di Cavill) alcuni personaggi già noti (dal succitato Lane alla Julia di Michelle Monaghan, rispettivamente nemesi e moglie del protagonista), ciò permette innanzitutto un’ulteriore evoluzione del personaggio di Hunt, sempre fisicamente in forma ma ora più interiormente tormentato, sviluppando così non solo l’aspetto riguardante i legami, ma anche l’analisi del suo conflitto tra professione e vita privata. Così, sebbene la trama resti anche in questo capitolo quel che conta meno, tali elementi coloriscono ulteriormente un intrecciato meccanismo narrativo che, pur a tratti contorto e non privo di convenzioni anche nella riproposizione della lotta tra Bene e Male (dagli estremisti da catturare alle bombe da disinnescare), nel complesso funziona comunque assai bene e procede con ritmo spedito ma omogeneo, il tutto coadiuvato da una consapevole padronanza del mezzo da parte del regista: infatti, facendo virtù anche di quegli eccessi immancabili in un prodotto che per definizione richiede la sospensione del principio dell’incredulità, nell’orchestrare con maestria il lungo e concitato intreccio di spie, inseguimenti e colpi di scena, McQuarrie non si prende troppo sul serio e condisce con ironia ma anche grande sagacia tale concentrato di pura azione acrobatica da videogioco che diverte, coinvolge e perfino sorprende, centrando alcune sequenze pressoché memorabili; tra queste, sostenute naturalmente dall’usuale tripudio di effetti speciali ma anche dal serrato montaggio, le più spettacolari coincidono spesso con le notevoli performance atletiche di Cruise, il quale (come di consueto anche co-produttore) ha nuovamente rifiutato di ricorrere a controfigure lanciandosi ancora nella parte e rivendicando con diritto il suo insostituibile ruolo primario in una saga che ora potrebbe continuare verso nuovi e più ampi orizzonti: perché infatti, in controtendenza con il calzante titolo, ovvero “ricaduta” (inteso in senso letterale e figurativo, riferendosi alle conseguenze dell’arma atomica o a quelle delle intenzioni), quest’ultimo capitolo riesce nell’impresa di puntare ancora più in alto, rilanciando definitivamente il tutto con questo nuovo successo capace appunto di offrire un puro quanto solido (e quindi non a caso ben accolto) intrattenimento di qualità.

Mission: Impossible - Fallout
Mission: Impossible - Fallout
Summary
id.; di Christopher McQuarrie; con Tom Cruise, Henry Cavill, Rebecca Ferguson, Simon Pegg, Ving Rhames, Sean Harris, Vanessa Kirby, Angela Bassett, Michelle Monaghan, Alec Baldwin, Wes Bentley; azione; USA, 2018; durata: 148'.
70 %
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