Oscar, i vincitori: “CODA” miglior film, 6 premi tecnici a “Dune”

Oscar, i vincitori: “CODA” miglior film, 6 premi tecnici a “Dune”

Si è svolta domenica 27 marzo a Los Angeles la 94esima cerimonia di consegna dei premi Oscar, co-condotta dalle attrici e comiche Regina Hall, Amy Schumer e Wanda Sykes.

Una serata di premiazione che, pur tornando alla storica location del Dolby Theatre (a differenza della precedente, adattata alle restrizioni dovute alla pandemia), chiude in maniera non proprio memorabile un’edizione che si conferma piuttosto controversa, tra idee male accolte e imprevisti poco gradevoli. Infatti, già oggetto di diverse critiche per l’annunciata e discutibile decisione (in realtà imposta da ABC per cercare di far fronte al calo degli ascolti) di tagliare 8 categorie tecniche dalla diretta TV (assegnando in anticipo tali premi nel corso di un pre-show fuori onda di cui durante la serata sono state mostrate solo brevi clip), la cerimonia di quest’anno sarà inevitabilmente ricordata anche per il clamoroso e poco edificante momento di tensione tra Chris Rock e Will Smith: infatti quest’ultimo, infastidito da una battuta del primo sull’alopecia della moglie Jada Pinkett, è salito sul palco per sferrare al comico un sonoro e plateale schiaffo, intimandogli poi di non pronunciare il nome della partner, il tutto tra lo stupore e l’imbarazzo generale.

Così, quello che inizialmente sembrava uno sketch previsto in scaletta si è invece rivelato un vero e proprio scontro in diretta mondiale, avvenuto proprio poco prima della vittoria dello stesso Smith, che come da pronostico si è infatti aggiudicato la statuetta come miglior attore protagonista per la sua interpretazione di Richard Williams nel discreto biopic Una Famiglia Vincente – King Richard; tornato quindi sul palco per ritirare il premio, l’attore ha colto l’occasione per scusarsi pubblicamente con colleghi e spettatori, non riuscendo tuttavia a smorzare polemiche e discussioni che infatti (in attesa di un annunciato provvedimento da parte dell’Academy) continuano a susseguirsi anche nei giorni successivi.

Per quanto riguarda invece gli altri premiati, a vincere in numeri è Dune di Denis Villeneuve (nuovo adattamento per lo schermo della prima parte del romanzo cult di Frank Herbert), che infatti sbanca le categorie tecniche ottenendo ben 6 riconoscimenti, ovvero miglior fotografia, scenografia, montaggio, sonoro, effetti visivi e colonna sonora (al grande Hans Zimmer, finalmente insignito di un secondo Oscar a oltre 25 anni dalla prima vittoria per Il Re Leone); tuttavia, il vero trionfatore di questa edizione resta il toccante CODA – I Segni del Cuore (remake statunitense del successo francese La Famiglia Bélier, diretto e co-sceneggiato dalla regista Siân Heder), che infatti si aggiudica un importante tris di premi tra cui il più importante come miglior film: già impostosi con inaspettata decisione durante la stagione dei premi, il piccolo prodotto targato Apple TV+ sbaraglia così la concorrenza delle major divenendo il primo film distribuito da una piattaforma streaming ad aggiudicarsi il riconoscimento principale, a cui si aggiungono appunto altre due statuette per miglior sceneggiatura non originale e miglior attore non protagonista a Troy Kotsur, secondo interprete sordo a ricevere un Oscar dopo Marlee Matlin (la quale, a sua volta nel cast di CODA, si aggiudicò il premio nel 1986 come attrice di supporto per Figli di un Dio Minore).

Doppia vittoria invece per il biopic Gli Occhi di Tammy Faye, che infatti, oltre a conquistare il premio per trucco e acconciature, conduce al trionfo come miglior attrice l’apprezzata protagonista Jessica Chastain, la quale, per sua attenta e sentita interpretazione nel ruolo del titolo, prevale quindi in una competizione davvero serratissima tra cinque interpreti che nel corso della stagione dei premi si erano spartite più o meno equamente i precedenti riconoscimenti principali, rendendo quindi assai difficile identificare in anticipo una possibile favorita.

Ma a spiccare tra i vincitori, ottenendo soltanto un premio che però risalta per importanza, è anche Il Potere del Cane, acclamato dramma in costume tratto dal romanzo di Thomas Savage, diretto e sceneggiato per lo schermo dalla nota e stimata autrice neozelandese Jane Campion: infatti, pur guidando la competizione per numero di candidature (ben 12 in totale), la quotata produzione Netflix si aggiudica appunto un’unica quanto rilevante statuetta per la miglior regia (inusuale circostanza verificatasi l’ultima volta nel 1967, quando a distinguersi per una sola vittoria nella medesima categoria fu Il Laureato di Mike Nichols); così, per la prima volta, tale riconoscimento, conquistato nella precedente edizione da Chloé Zhao, viene quindi assegnato per la seconda volta consecutiva a una donna, la prima ad aggiudicarsi una seconda nomination come regista (a quasi un trentennio da quella ricevuta per Lezioni di Piano, che le fece ottenere la statuetta per la sceneggiatura) nonché la terza a trionfare dopo Kathryn Bigelow (vincitrice nel 2009 per The Hurt Locker) e la succitata Zhao (premiata appunto l’anno scorso per Nomadland), rispettivamente terza e settima presenza femminile a concorrere in questa categoria.

Come da pronostico, a conquistare invece il premio come miglior attrice non protagonista è la grande favorita Ariana DeBose, alla prima candidatura per la sua lodata partecipazione al ben accolto West Side Story di Steven Spielberg (nuovo adattamento per lo schermo del celebre musical di Stephen Sondheim, già approdato al cinema nel 1961 con la mitica versione di Wise e Robbins che all’epoca ottenne ben 10 Oscar); così, la giovane interprete-rivelazione diventa la prima afro-latina apertamente appartenente alla comunità LGBTQ+ a vincere grazie alla sua trascinante performance nei panni di Anita, interpretata nella precedente versione da Rita Moreno, che all’epoca per lo stesso ruolo si aggiudicò a sua volta il premio nella medesima categoria; in precedenza, solo altri due personaggi avevano portato al trionfo attori differenti, ovvero Vito Corleone (interpretato prima da Marlon Brando e poi da Robert De Niro nei primi due capitoli della saga de Il Padrino) e Joker (che dopo aver condotto ad una vittoria postuma il compianto Heath Ledger de Il Cavaliere Oscuro fruttò in seguito la statuetta anche a Joaquin Phoenix per la sua performance nel più recente film di Todd Phillips).

E se l’immancabile Disney incassa l’ennesima vittoria per miglior film animato con Encanto, a spiccare tra i vincitori è inoltre Kenneth Branagh, che infatti ottiene finalmente il suo primo Oscar per lo script originale di Belfast (sentito dramma semi-autobiografico da lui scritto e diretto), mentre l’acclamato dramma giapponese Drive My Car (forte di ben quattro importanti candidature tra cui miglior film e regia) trionfa invece prevedibilmente come miglior film internazionale, soffiando così la vittoria al ben accolto È Stata la Mano di Dio di Paolo Sorrentino.

Sconfitti anche gli altri due italiani in gara quest’anno, ovvero il costumista Massimo Cantini Parrini (che per il musical Cyrano ottiene la seconda nomination consecutiva dopo quella della scorsa edizione per Pinocchio di Garrone) e l’animatore Enrico Casarosa (genovese naturalizzato statunitense, candidato invece per il cartoon Pixar Luca, suo primo lungometraggio come regista).

A ricevere invece la statuetta come miglior documentario è il notevole Summer of Soul, mentre ad aggiudicarsi i due restanti premi tecnici ai costumi e alla canzone originale sono, rispettivamente, il live-action Disney Crudelia (che fa ottenere il terzo Oscar in questa categoria alla britannica Jenny Beavan) e il successo No Time to Die (terzo film consecutivo della saga di James Bond a trionfare in questa categoria grazie al vibrante tema portante cantato da Billie Eilish, anche co-autrice del brano insieme al fratello).

A mani vuote restano invece, tra gli altri, il notevole Licorice Pizza del grande Paul Thomas Anderson, il discusso disaster-movie satirico Don’t Look Up di Adam McKay e il suggestivo noir d’atmosfera La Fiera delle Illusioni – Nightmare Alley di Guillermo del Toro.

Infine, da citare sono inoltre i premi alla carriera, assegnati quest’anno a Samuel L. Jackson, Elaine May e Liv Ullmann, ma anche il premio umanitario Jean Hersholt, conferito invece a Danny Glover.

Di seguito, ecco quindi l’elenco di tutti i vincitori della 94esima edizione dei premi Oscar (mentre per un più dettagliato approfondimento sui candidati, potete invece tornare a QUESTO POST, dedicato alle nomination):

MIGLIOR FILM

CODA – I Segni del Cuore
(prodotto da Philippe Rousselet, Fabrice Gianfermi, Patrick Wachsberger)

GLI ALTRI CANDIDATI:
  • Belfast (prodotto da Laura Berwick, Kenneth Branagh, Becca Kovacik, Tamar Thomas)
  • Don’t Look Up (prodotto da Adam McKay, Kevin Messick)
  • Drive My Car (prodotto da Teruhisa Yamamoto)
  • Dune (prodotto da Mary Parent, Denis Villeneuve, Cale Boyter)
  • Una Famiglia Vincente – King Richard (Tim White, Trevor White, Will Smith)
  • Licorice Pizza (Sara Murphy, Adam Somner, Paul Thomas Anderson)
  • La Fiera delle Illusioni – Nightmare Alley (prodotto da Guillermo del Toro, J. Miles Dale, Bradley Cooper)
  • Il Potere del Cane (prodotto da Jane Campion, Tanya Seghatchian, Emile Sherman, Iain Canning, Roger Frappier)
  • West Side Story (prodotto da Steven Spielberg, Kristie Macosko Krieger)

MIGLIOR REGIA

Jane Campion, Il Potere del Cane

GLI ALTRI CANDIDATI:
  • Kenneth Branagh, Belfast
  • Ryūsuke Hamaguchi, Drive My Car
  • Paul Thomas Anderson, Licorice Pizza
  • Steven Spielberg, West Side Story

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA

Jessica Chastain, Gli Occhi di Tammy Faye

LE ALTRE CANDIDATE:
  • Olivia Colman, La Figlia Oscura
  • Penélope Cruz, Madres Paralelas
  • Nicole Kidman, Being the Ricardos
  • Kristen Stewart, Spencer

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA

Will Smith, Una Famiglia Vincente – King Richard

GLI ALTRI CANDIDATI:
  • Javier Bardem, Being the Ricardos
  • Benedict Cumberbatch, Il Potere del Cane
  • Andrew Garfield, Tick, tick… BOOM!
  • Denzel Washington, Macbeth

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA

Ariana DeBose, West Side Story

LE ALTRE CANDIDATE:
  • Jessie Buckley, La Figlia Oscura
  • Judi Dench, Belfast
  • Kirsten Dunst, Il Potere del Cane
  • Aunjanue Ellis, Una Famiglia Vincente – King Richard

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA

Troy Kotsur, CODA – I Segni del Cuore

GLI ALTRI CANDIDATI:
  • Ciarán Hinds, Belfast
  • Jesse Plemons, Il Potere del Cane
  • J. K. Simmons, Being the Ricardos
  • Kodi Smit-McPhee, Il Potere del Cane

SCENEGGIATURA ORIGINALE

Belfast
(scritto da Kenneth Branagh)

GLI ALTRI CANDIDATI:
  • Don’t Look Up (sceneggiatura: Adam McKay; soggetto: Adam McKay, Kevin Sirota)
  • Una Famiglia Vincente – King Richard (scritto da Zach Baylin)
  • Licorice Pizza (scritto da Paul Thomas Anderson)
  • La Persona Peggiore del Mondo (scritto da Eskil Vogt, Joachim Trier)

SCENEGGIATURA NON ORIGINALE

CODA – I Segni del Cuore
(sceneggiatura di Siân Heder)

GLI ALTRI CANDIDATI:
  • Drive My Car (sceneggiatura: Ryūsuke Hamaguchi, Takamasa Oe)
  • Dune (sceneggiatura: Jon Spaihts, Denis Villeneuve, Eric Roth)
  • La Figlia Oscura (scritto da Maggie Gyllenhaal)
  • Il Potere del Cane (scritto da Jane Campion)

MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE

Drive My Car
(Giappone)

GLI ATRI CANDIDATI:
  • Flee (Danimarca)
  • È Stata la Mano di Dio (Italia)
  • Lunana – Il Viaggio alla Fine del Mondo (Bhutan)
  • La Persona Peggiore del Mondo (Norvegia)

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE

Encanto
(Jared Bush, Byron Howard, Yvett Merino, Clark Spencer)

GLI ALTRI CANDIDATI:
  • Flee (Jonas Poher Rasmussen, Monica Hellström, Signe Byrge Sørensen, Charlotte De La Gournerie)
  • Luca (Enrico Casarosa, Andrea Warren)
  • I Mitchell contro le Macchine (Mike Rianda, Phil Lord, Christopher Miller, Kurt Albrecht)
  • Raya e l’Ultimo Drago (Don Hall, Carlos López Estrada, Osnat Shurer, Peter Del Vecho)

FOTOGRAFIA

Dune
(Greig Fraser)

GLI ALTRI CANDIDATI:
  • La Fiera delle Illusioni – Nightmare Alley (Dan Laustsen)
  • Il Potere del Cane (Ari Wegner)
  • Macbeth (Bruno Delbonnel)
  • West Side Story (Janusz Kaminski)

SCENOGRAFIA

Dune
(scenografie: Patrice Vermette; arredamenti: Zsuzsanna Sipos)

GLI ALTRI CANDIDATI:
  • La Fiera delle Illusioni – Nightmare Alley (scenografie: Tamara Deverell; arredamenti: Shane Vieau)
  • Il Potere del Cane (scenografie: Grant Major; arredamenti: Amber Richards)
  • Macbeth (scenografie: Stefan Dechant; arredamenti: Nancy Haigh)
  • West Side Story (scenografie: Adam Stockhausen; arredamenti: Rena DeAngelo)

COSTUMI

Crudelia
(Jenny Beavan)

  • Cyrano (Massimo Cantini Parrini, Jacqueline Durran)
  • Dune (Jacqueline West, Robert Morgan)
  • La Fiera delle Illusioni – Nightmare Alley (Luis Sequeira)
  • West Side Story (Paul Tazewell)

TRUCCO E ACCONCIATURE

Gli Occhi di Tammy Faye
(Linda Dowds, Stephanie Ingram, Justin Raleigh)

GLI ALTRI CANDIDATI:
  • Il Principe Cerca Figlio (Mike Marino, Stacey Morris, Carla Farmer)
  • Crudelia (Nadia Stacey, Naomi Donne, Julia Vernon)
  • Dune (Donald Mowat, Love Larson, Eva von Bahr)
  • House of Gucci (Göran Lundström, Anna Carin Lock, Frederic Aspiras)

MONTAGGIO

Dune
(Joe Walker)

GLI ALTRI CANDIDATI:
  • Don’t Look Up (Hank Corwin)
  • Una Famiglia Vincente – King Richard (Pamela Martin)
  • Il Potere del Cane (Peter Sciberras)
  • Tick, tick… BOOM! (Myron Kerstein, Andrew Weisblum)

COLONNA SONORA ORIGINALE

Dune
(Hans Zimmer)

GLI ALTRI CANDIDATI:
  • Don’t Look Up (Nicholas Britell)
  • Encanto (Germaine Franco)
  • Madres Paralelas (Alberto Iglesias)
  • Il Potere del Cane (Jonny Greenwood)

CANZONE ORIGINALE

“No Time to Die”, da
No Time to Die
(musica e testo: Billie Eilish and Finneas O’Connell)

GLI ALTRI CANDIDATI:
  • “Be Alive”, da Una Famiglia Vincente – King Richard (musica e testo: DIXSON, Beyoncé Knowles-Carter)
  • “Dos Oruguitas”, da Encanto (musica e testo: Lin-Manuel Miranda)
  • “Down to Joy”, da Belfast (musica e testo: Van Morrison)
  • “Somehow You Do”, da Quattro Buone Giornate (musica e testo: Diane Warren)

EFFETTI VISIVI

Dune
(Paul Lambert, Tristan Myles, Brian Connor, Gerd Nefzer)

GLI ALTRI CANDIDATI:
  • Free Guy – Eroe per Gioco (Swen Gillberg, Bryan Grill, Nikos Kalaitzidis, Dan Sudick)
  • No Time to Die (Charlie Noble, Joel Green, Jonathan Fawkner, Chris Corbould)
  • Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli (Christopher Townsend, Joe Farrell, Sean Noel Walker, Dan Oliver)
  • Spider-Man: No Way Home (Kelly Port, Chris Waegner, Scott Edelstein, Dan Sudick)

SONORO

Dune
(Mac Ruth, Mark Mangini, Theo Green, Doug Hemphill, Ron Bartlett)

GLI ALTRI CANDIDATI:
  • Belfast (Denise Yarde, Simon Chase, James Mather, Niv Adiri)
  • No Time to Die (Simon Hayes, Oliver Tarney, James Harrison, Paul Massey, Mark Taylor)
  • Il Potere del Cane (Richard Flynn, Robert Mackenzie, Tara Webb)
  • West Side Story (Tod A. Maitland, Gary Rydstrom, Brian Chumney, Andy Nelson, Shawn Murphy)

MIGLIOR DOCUMENTARIO

Summer of Soul (…Or, When the Revolution Could Not Be Televised)
( Ahmir “Questlove” Thompson, Joseph Patel, Robert Fyvolent, David Dinerstein)

GLI ALTRI CANDIDATI:
  • Ascension (Jessica Kingdon, Kira Simon-Kennedy, Nathan Truesdell)
  • Attica (Stanley Nelson, Traci A. Curry)
  • Flee (Jonas Poher Rasmussen, Monica Hellström, Signe Byrge Sørensen, Charlotte De La Gournerie)
  • Writing with Fire (Rintu Thomas, Sushmit Ghosh)

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO

The Long Goodbye
(Aneil Karia, Riz Ahmed)

GLI ALTRI CANDIDATI:
  • Ala Kachuu – Take and Run (Maria Brendle, Nadine Lüchinger)
  • The Dress (Tadeusz Łysiak, Maciej Ślesicki)
  • On My Mind (Martin Strange-Hansen, Kim Magnusson)
  • Please Hold (K.D. Dávila, Levin Menekse)

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D’ANIMAZIONE

The Windshield Wiper
(Alberto Mielgo, Leo Sanchez)

GLI ALTRI CANDIDATI:
  • Affairs of the Art (Joanna Quinn, Les Mills)
  • Bestia (Hugo Covarrubias, Tevo Díaz)
  • Boxballet (Anton Dyakov)
  • Robin Robin (Dan Ojari, Mikey Please)

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO

The Queen of Basketball
(Ben Proudfoot)

GLI ALTRI CANDIDATI:
  • Audible (Matt Ogens, Geoff McLean)
  • Lead Me Home (Pedro Kos, Jon Shenk)
  • Three Songs for Benazir (Elizabeth Mirzaei, Gulistan Mirzaei)
  • When We Were Bullies (Jay Rosenblatt)

PREMIO ALLA CARRIERA

  • Samuel L. Jackson
  • Elaine May
  • Liv Ullmann

PREMIO UMANITARIO JEAN HERSHOLT

  • Danny Glover

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