Venezia 74, i vincitori: Leone d’Oro a “The Shape of Water” di Guillermo del Toro

Venezia 74, i vincitori: Leone d’Oro a “The Shape of Water” di Guillermo del Toro

- in Approfondimenti, Festival e Premi
0

È da poco calato il sipario sulla 74esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che si è infatti conclusa sabato 9 settembre con la cerimonia di premiazione condotta dall’attore Alessandro Borghi (primo “padrino” della storia della kermesse), durante la quale la giuria di quest’anno, presieduta da Annette Bening, ha svelato i vincitori e assegnato i prestigiosi premi di questa edizione del festival. E ad aggiudicarsi il riconoscimento più importante, ovvero il Leone d’Oro per il miglior film, è The Shape of Water di Guillermo del Toro, romantico fantasy ambientato durante la Guerra Fredda che racconta di una donna delle pulizie muta e solitaria (interpretata da Sally Hawkins), la quale scopre che nel laboratorio governativo in cui lavora si sta conducendo un misterioso esperimento segreto su una creatura anfibia di aspetto umanoide, con cui la donna inizierà in seguito a stabilire un profondo legame.

Un verdetto accolto con sonoro entusiasmo eppure non così scontato, forse anche perché piuttosto in controtendenza con gli schemi della Mostra: infatti, sebbene la nazionalità dei presidenti di giuria tenda spesso a corrispondere a quella dei film premiati, d’altra parte al festival non è comunque certo usuale veder trionfare un film di produzione americana peraltro appartenente ad un genere così appetibile anche per il grande pubblico; eppure, fin dalla trionfale anteprima, questo decimo film dell’amatissimo autore messicano si è da subito indubbiamente dimostrato uno dei più amati tra quelli di un Concorso che quest’anno supera di gran lunga quello assai deludente di Cannes, con un programma ricco di anteprime ghiotte e titoli apprezzati; infatti, tra i film di grandi autori internazionali passati al festival, oltre all’acclamato Mektoub, My Love: Canto Uno del già premiatissimo franco-tunisino Abdellatif Kechiche, spiccano poi ad esempio anche Human Flow di Ai Weiwei e Outrage Coda di Takeshi Kitano, mentre per quanto riguarda invece i film anglofoni, oltre all’applaudito Ex Libris – The New York Public Library di Frederick Wiseman e al violento Brawl in Cell Block 99 con Vince Vaughn, il programma del festival ha incluso inoltre alcune grandi produzioni che hanno portato al Lido diverse star di richiamo: tra queste figurano Downsizing di Alexander Payne (ambiziosa commedia fantascientifica e ambientalista con Matt Damon) e Suburbicon di George Clooney (noir dalle sfumature satiriche scritto dai fratelli Coen), ma anche il controverso horror Madre! di Darren Aronofsky (con Jennifer Lawrece, Javier Bardem e Michelle Pfeiffer), la commedia in costume Vittoria e Abdul (con Judi Dench di nuovo nei panni della regina Vittoria) e naturalmente il film trionfatore diretto da Del Toro. Quest’ultimo, che aveva presentato il suo film come “un antidoto alla politica della paura, della divisione e della disumanizzazione dei rapporti” (sottolineandone quindi il messaggio che invita a “scegliere l’amore anziché la paura”), nel ritirare il premio ha dedicato la vittoria ai registi messicani e latino-americani e infine, visibilmente emozionato, ha concluso aggiungendo: “Credo nella vita, nell’amore e nel cinema”.

Non trattiene l’emozione nemmeno Charlotte Rampling, premiata invece con la Coppa Volpi come miglior attrice per la sua interpretazione nel drammatico Hannah di Andrea Pallaoro, italiano trapiantato a Los Angeles che ha scritto proprio per lei il ruolo di una donna che si trova a fare i conti con l’angoscia e la solitudine quando il marito, con il quale ha condiviso quarant’anni di vita, viene arrestato per un crimine terribile. Nel suo discorso di ringraziamento, la grande interprete britannica, che ha ricevuto il premio dalla nostra Jasmine Trinca (unica italiana tra i membri della giuria) ha definito il nostro paese una grande fonte d’ispirazione, citando poi i diversi registi nostrani con i quali ha lavorato nel corso della sua sfolgorante carriera. Ad aggiudicarsi il prestigioso Gran Premio della Giuria è invece Foxtrot dell’israeliano Samuel Moz, che a otto anni dalla vittoria del Leone d’Oro con Lebanon torna ad affrontare il tema del conflitto per raccontarne gli effetti sui familiari dei soldati mettendo in scena il dolore di un uomo che deve affrontare la morte in guerra del figlio. E di guerra e conflitto tratta anche The Isult del libanese Ziad Doueri, che fa ottenere la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile al protagonista palestinese Kamel El Basha, qui nei panni di un musulmano la cui banale lite con un cristiano degenera in un’escalation di violenza diventando un caso politico nazionale. Due premi invece per Jusqu’à la Guarde del francese Xavier Legrand, storia di violenza domestica che oltre al Leone del futuro per la migliore opera prima intitolato a Luigi De Laurentiis si aggiudica infatti anche il Leone d’Argento per la miglior regia. Ad aggiudicarsi il riconoscimento per la migliore sceneggiatura è invece l’anglo-irlandese Martin McDonagh (già celebre grazie al suo sfolgorante esordio In Bruges) per il suo Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, thriller a tinte ironiche interpretato da Frances McDormand, Sam Rockwell e Woody Harrelson, che si è rivelato uno dei titoli più acclamati della kermesse. E se ad aggiudicarsi il Premio Speciale della Giuria è il western australiano Sweet Country di Warwick Thornton, il diciottenne Charlie Plummer riceve il premio Marcello Matroianni come miglior attore emergente per la sua interpretazione in Lean On Pete di Andrew Haigh, apprezzata storia di formazione raccontata attraverso il legame tra un ragazzo e il suo cavallo.

Se il già citato riconoscimento alla Rampling per il film di Pallaoro rimane quindi l’unico premio con identità italiana, lasciando a mani vuote gli altri tre titoli in concorso (ovvero il drammatico Una Famiglia di Sebastiano Riso, l’atipico musical partenopeo Ammore e Malavita dei fratelli Manetti e l’esordio in lingua inglese di Paolo Virzì The Leisure Seeker), il cinema nostrano può comunque consolarsi con un premio importante nella sezione Orizzonti: infatti, la giuria del concorso collaterale (presieduta per quest’edizione da Gianni Amelio) ha assegnato il riconoscimento più importante per il miglior film a Nico 1988 di Susanna Nicchiarelli, road movie dedicato agli ultimi anni della cantante tedesca Nico, qui interpretata dalla danese Trine Dyrholm (già attrice feticcio di Susanne Bier e Thomas Vinterberg). Sempre in questa sezione, l’Iran vince invece in numeri, ottenendo ben tre premi: infatti, oltre alla doppietta per No Date, No Signature di Vahid Jalilvand, che si aggiudica i riconoscimenti per la miglior regia e per il miglior attore a Navid Mohammaddzadeh, a trionfare per la migliore sceneggiatura è Los Versos del Olvido di Alireza Khatami (girato però in Cile). Infine, se a vincere come miglior attrice è Lyna Khoudri per Les Bienheureux dell’algerina Sofia Djama, a ricevere il Premio Speciale della Giuria è invece Caniba di Verena Paracel e Lucien Casting-Taylor, disturbante documentario su un’autentica storia di antropofagia.

Inoltre, quest’anno il festival ha per la prima volta introdotto anche una sezione interamente dedicata alla realtà virtuale, con tanto di concorso e giuria, la quale (composta dal presidente John Landis, dalla regista e sceneggiatrice francese Céline Sciamma e dal nostro Ricky Tognazzi) ha assegnato il riconoscimento principale (ovvero miglior VR) a Arden’s Wake di Eugene Chung; a trionfare come miglior esperienza VR è invece La Camera Insabbiata (nuovo progetto di Laurie Anderson condiviso con l’artista taiwanese Sin-Chien Huang), mentre a vincere il premio per la miglior storia VR è Bloodless della sudcoreana Gina Kim. Per quanto riguarda invece la sezione Cinema Classici, la giuria presieduta da Giuseppe Piccioni ha premiato come miglior restauro Idi a Smotri del regista russo Elem Klimov, mentre il premio al miglior documentario sul cinema è andato a The Prince and Dybbuk di Elwira Niewiera e Piotr Rosolowski, che indaga sulla figura sfuggente e a molti misconosciuta, del regista e sceneggiatore polacco Michal Waszynski.

Infine, oltre al premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker consegnato al regista Stephen Frears (al Lido con il suo già citato Vittoria e Abdul), da citare sono poi anche i due Leoni d’Oro alla Carriera, assegnati quest’anno a due autentiche icone del cinema come Robert Redford e Jane Fonda, i quali, a cinquant’anni dalle loro fortunate collaborazioni in La Caccia e A Piedi Nudi nel Parco, hanno inoltre presentato al festival il loro terzo film da co-protagonisti, ovvero il dramma Our Souls at Night, prodotto da Netflix e tratto da un romanzo di Michael H. Weber.

Di seguito, l’elenco di tutti i vincitori della 74esima edizione del festival di Venenzia:

CONCORSO

La Giuria di Venezia 74, presieduta da Annette Bening e composta da Ildikó Enyedi, Michel Franco, Rebecca Hall, Anna Mouglalis, Jasmine Trinca, David Stratton, Edgar Wright e Yonfan, dopo aver visionato tutti i 21 film in concorso, ha deciso di assegnare i seguenti premi:

  • LEONE D’ORO per il Miglior FilmThe Shape of Water di Guillermo del Toro
  • LEONE D’ARGENTO – GRAN PREMIO DELLA GIURIAFoxtrot di Samuel Maoz
  • LEONE D’ARGENTO per la Migliore RegiaXavier Legrand per Jusqu’à La Garde
  • COPPA VOLPI per la Migliore Interpretazione MaschileKamel El Basha per The Insult di Ziad Doueiri
  • COPPA VOLPI per la Migliore Interpretazione Femminile: Charlotte Rampling per Hannah di Andrea Pallaoro
  • MIGLIOR SCENEGGIATURAMartin McDonaugh per Tre Manifesti a Ebbing, Missouri
  • PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA: Sweet Country di Warwick Thornton
  • PREMIO MARCELLO MASTROIANNI a un giovane attore o attrice emergente: Charlie Plummer per Lean on Pete di Andrew Haigh

ORIZZONTI

La Giuria Orizzonti della 74esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, presieduta da Gianni Amelio e composta da Rakhshan Banietemad, Ami Canaan Mann, Mark Cousins, Andrés Duprat, Fien Troch, Rebecca Zlotowski, dopo aver visionato i 31 film in concorso, assegna:

  • Premio Orizzonti per il Miglior Film: Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli
  • Premio Orizzonti per la Miglior Regia: Vahid Jalilvand per No Date, No Signature
  • Premio Orizzonti per la Miglior Interpretazione Maschile: Navid Mohammadzadeh per No Date, No Signature di Vahid Jalilvand
  • Premio Orizzonti per la Miglior Interpretazione Femminile: Lyna Khoudri per Les Bienheureux di Sofia Djama
  • Premio Orizzonti per la Miglior Sceneggiatura: Alireza Khatami per Los Versos del Olvido
  • Premio Speciale della Giuria di Orizzonti: Caniba di Verena Paravel e Lucien Castaing-Taylor
  • Premio Orizzonti per il Miglior Cortometraggio:  Gros Chagrin di Céline Devaux

PREMIO LUIGI DE LAURENTIIS PER LA MIGLIORE OPERA PRIMA

La Giuria Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” della 74esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, presieduta da Benoît Jacquot e composta da Geoff Andrew, Albert Lee, Greta Scarano e Yorgos Zois, assegna il Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi de Laurentiis” al film Jusqu’à la garde di Xavier Legrand.

VENEZIA CLASSICI

La Giuria presieduta da Giuseppe Piccioni e composta da studenti di cinema provenienti da diverse Università italiane: 26 laureandi in Storia del Cinema, indicati dai docenti di 12 DAMS e della veneziana Ca’ Foscari, ha deciso di assegnare i seguenti premi:

  • Premio Venezia Classici per il Miglior Film Restaurato:  Idi i Smotri (Va’ e Vedi) di Elen Klimov
  • Premio Venezia Classici per il Miglior Documentario Sul Cinema: The Prince and the Dybbuk di Elwira Niewiera e Piotr Rosolowski

VENICE VIRTUAL REALITY

La Giuria internazionale della sezione Venice Virtual Reality, presieduta da John Landis e composta da Céline Sciamma e Ricky Tognazzi, assegna i seguenti premi:

  • Miglior VR: Arden’s Wake (Expanded) di Eugene Yk Chung
  • Migliore Esperienza VR (per contenuto interattivo): La Camera Insabbiata di Laurie Anderson e Hsin-Chien Huang
  • Migliore Storia VR (per contenuto lineare): Bloodless di Gina Kim

PREMIO JAEGER-LECOULTRE

La Biennale di Venezia e Jaeger-LeCoultre annunciano che è stato attribuito al grande regista inglese Stephen Frears il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker della 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2017, dedicato a una personalità che abbia segnato in modo particolarmente originale il cinema contemporaneo.

LEONE D’ORO ALLA CARRIERA

  • Robert Redford
  • Jane Fonda

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

AlphaOmega Captcha Cinematica  –  What Film Do You See?