Saving Mr. Banks

Saving Mr. Banks

- in Film 2013, Recensioni
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1961. A causa di un calo di vendite che l’ha portata sull’orlo della bancarotta, dopo vent’anni di rifiuti l’autrice di romanzi per l’infanzia Pamela L. Travers (Emma Thompson) si vede costretta ad accettare l’ennesima proposta di Walt Disney (Tom Hanks) che, deciso a mantenere una promessa fatta alle figlie,  ha intenzione di realizzare una trasposizione cinematografica del suo romanzo di successo “Mary Poppins”. Riluttante e non disposta a compromessi, arrivata a Los Angeles la scrittrice dovrà quindi scendere a patti con Disney e il suo team creativo, ma raggiungere un accordo non sarà facile.

Scritto da Kelly Marcel e Sue Smith e diretto da John Lee Hancock, regista di discreto successo (“The Blind Side”) che conta più come sceneggiatore (“Un Mondo Perfetto”, “Mezzanotte nel giardino del bene e del male”), poteva essere un film a rischio non tanto per il soggetto, ma piuttosto per l’imponenza dei personaggi e per l’alto tasso di melassa che nel bene e nel male caratterizzano il repertorio disneyano in generale e “Mary Poppins” in particolare. E invece, al contrario, il resoconto in chiave agrodolce di come nacque e come si svolse la lavorazione del celebre e amatissimo film del 1964 con Julie Andrews (5 Oscar e un successo mondiale che dura da cinquant’anni) è messo in immagini con una scrittura stilistica scorrevole e ben calibrata che, non priva di un sottile ma non trascurabile sottotesto tematico ben imbastito, riesce a convincere e ad emozionare. In continua e fluente oscillazione tra leggerezza e malinconia ed accarezzato dalle canzoni del classico del ’65 (ben cucite nella colonna sonora di Thomas Newman, candidato all’Oscar), è una dramedy d’epoca ben rodata ed in elegante confezione (da notare costumi e scenografie) che, pur senza tradire lo spirito del marchio di fabbrica (produce Disney, ovviamente), inclina all’emozione mettendo però la sordina al dolciastro sentimentale, stimolando un coinvolgimento autentico di onesta sensibilità. Nel suo fluente impasto di toni attuato con competenza garbata e corretta ma affatto scialba, una delle sue principali carte vincenti è la coppia d’assi Thompson-Hanks, la prima davvero ammirevole nell’esprimere l’ampio arco di sfumature caratteriali del suo personaggio (passando con agilità dall’umorismo british alla tristezza viscerale), mentre il secondo sbrigliato e a suo agio nel ruolo di un’icona del sogno ad occhi aperti rimasta nell’immaginario non solo infantile; il loro è uno incontro-scontro tra caratteri forti, culture diverse ed opinioni agli antipodi che, anche attraverso un funzionale e ben strutturato impianto dialogico, sotto la superficie di gustosi battibecchi al vetriolo fa trapelare una profondità più malinconica nei messaggi sulla concezione dell’essenza e sulla forza dell’impatto di un’opera nata da un’esigenza: accomunati da un’infanzia difficile e dalla creatività come rimedio (Mary Poppins rappresenta per la scrittrice ciò che Topolino significava per Disney), lui ha una promessa da mantenere, lei una memoria da non tradire; nei ricordi d’infanzia di Pamela c’è infatti un dolore mai placatosi che lentamente viene alla luce in una serie di flashback di aureo cromatismo (in cui gli aneddoti da cui la scrittrice trasse ispirazione per il suo romanzo diventano rimandi e riferimenti al film che ne fu tratto), che riveleranno non solo le motivazioni della possessiva affezione dell’autrice per il suo lavoro, ma anche l’importanza di salvare il signor Banks: celebrare la figura di colui che, nella realtà, è un padre in crisi che ha sacrificato i propri sogni, significa infatti riparare un ricordo per riscattare il passato; perché se è vero che “con un poco di zucchero la pillola va giù”, in certi casi davanti ad una realtà troppo dura è anche possibile trovare sollievo nel sogno e nella fantasia, in modo da poter almeno “ristabilire l’ordine con l’immaginazione”.

Saving Mr. Banks
Saving Mr. Banks
Summary
“Saving Mr. Banks”; di John Lee Hancock; con Emma Thompson, Tom Hanks, Colin Farrell, Paul Giamatti, Jason Schwartzman, Bradley Whitford, Rachel Griffiths, Ruth Wilson, Kathy Baker, B. J. Novak, Melanie Paxson, Ronan Vibert, Annie Rose Buckley; commedia; USA/ G. B./ Australia, 2013; durata: 126’.
60 %
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1 Comment

  1. Mi è piaciuto tantissimo il finale le cui inquadrature tornano su quelle d’apertura. Come a dire: tutto torna da dove è venuto, col vento dell’Est. Grandissima Emma Thompson, ingiustamente non candidata agli Oscar.

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