Perfetti Sconosciuti

Perfetti Sconosciuti

- in Film 2016, Recensioni
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Nel corso di una cena che riunisce un ristretto gruppo di amici, la padrona di casa si dice convinta che molte coppie si lascerebbero se ogni rispettivo controllasse il contenuto del cellulare dell’altro. Parte così una sorta di gioco per cui tutti dovranno mettere il proprio telefono sul tavolo e accettare di leggere sms/chat o ascoltare telefonate pubblicamente. Inaspettatamente, con il procedere della serata verranno così progressivamente svelati gli inconfessati segreti di ognuno dei partecipanti, e quello che all’inizio sembrava un passatempo innocente diventerà man mano una sorta di gioco al massacro.

“Ognuno di noi ha tre vite: una vita pubblica, una privata e una segreta”: è la celebre frase di Gabriel García Márquez usata come azzeccata tagline di Perfetti Sconosciuti, ultimo titolo a rientrare in quel sottofilone di cinema “da camera” tuttora assai in voga, dallo strepitoso Carnage di Roman Polanski a Dobbiamo Parlare di Sergio Rubini, passando ovviamente per il grande successo francese Cena tra Amici, quest’ultimo peraltro ben trasferito in contesto italiano da Francesca Archibugi con Il Nome del Figlio. Sulla scia di tali precedenti, l’idea alla base del decimo film di Paolo Genovese (già autore, tra gli altri, del riuscito Una Famiglia Perfetta) non appare quindi originalissima, eppure il regista è riuscito a realizzare una sapida ed arguta variazione sul tema inserendolo nel contesto contemporaneo dei social network dominato dall’uso e dall’abuso del telefono cellulare; è infatti proprio l’assunto che quest’ultimo sia quindi diventato una sorta di “scatola nera della nostra vita” a fornire lo spunto di partenza per un provocatorio confronto a carte scoperte che ben presto genera un progressivo cortocircuito tra facciata d’ipocrisia borghese e realtà di segreti inconfessati; uno scenario quasi paradossale scandito dalle fasi di un’eclissi lunare, elemento allusivo che fa da spia al ribaltamento alla “Sliding Doors” dell’epilogo, in cui il pirandelliano gioco delle parti si scioglie in una risoluzione venata di amarezza solo apparentemente rassicurante nell’allegorica riflessione senza risposta sugli effetti della verità: meglio affrontarla per quanto scomoda possa essere, oppure conviene invece conformarsi ad una diffusa ipocrisia perché altrimenti tale sincerità rischierebbe di mettere a rischio la nostra vita sociale? In tutto ciò, forte di una sceneggiatura solida e compatta e coadiuvato da un ottimo e variegato cast che riunisce alcuni dei migliori interpreti nostrani su piazza (tutti in parte e ben diretti), il regista Genovese conferisce fluidità ad un’azione concentrata in unità di luogo e di tempo, equilibrando sagacemente genuino umorismo e riflessiva malinconia. Buona accoglienza da parte della critica, ottimo riscontro con il pubblico e 2 premi importanti all’ultima edizione dei David di Donatello (miglior film e sceneggiatura).

Perfetti Sconosciuti
Perfetti Sconosciuti
Summary
id.; di Paolo Genovese; con Giuseppe Battiston, Anna Foglietta, Marco Giallini, Edoardo Leo, Valerio Mastandrea, Alba Rohrwacher, Kasia Smutniak; commedia; Italia, 2016; durata: 97'.
60 %
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