Mud

Mud

- in Film 2012, Recensioni
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Due amici quattordicenni, Ellis (Tye Sheridan) e Neckborne (Jacob Lofland), incontrano per caso, su un isolotto del Mississippi, il misterioso Mud (Matthew McConaughey), che vive da fuggitivo da quando, dopo aver ucciso un uomo, sulla sua testa pendono un mandato di cattura e una taglia che fa gola a molti. Armato e tatuato, l’uomo racconta loro di volersi ricongiungere con la bella Jupiter (Reese Witherspoon), l’amore della sua vita che ora lo attende in città, per poter fuggire con lei. Colpito dalla sua storia e desideroso di trovare un modo per rifuggire le quotidiane tensioni familiari, Ellis si aggrappa alla vicenda di Mud e, insieme all’amico, decide quindi di aiutarlo.

Dopo il pessimismo cupo e allucinato del precedente “Take Shelter” (2011), Jeff Nichols cambia registro ma si mantiene coerente a livello stilistico: per questo suo terzo lungometraggio, il talentoso regista e sceneggiatore adotta infatti un tono più leggero e meno radicale (pur senza escludere vibranti incursioni nel melodramma), mantenendo però una vivida concretezza di fondo sorretta da una solida limpidezza dello sguardo. Immerso nella natura aspra e solenne di una periferia americana rurale e desolata (efficace fotografia del fido Adam Stone), è un intenso e maturo racconto di formazione attraversato da venature thriller e concepito, come dichiarato dal regista, “come un racconto di Mark Twain girato da Sam Peckinpah”. Con una sincerità a tratti disarmante eppure non feroce (anzi qua e là segnata da intermezzi di delicatezza e di vibrante pathos nelle scene madri), Nichols riesce a raccontare l’elaborazione delle crisi e delle problematiche del mondo degli adulti dal punto di vista dei bambini, attraverso il “coming of age” di un giovane ragazzo che non solo fa l’intermediario tra due innamorati a distanza, ma è anche il tramite tra due realtà di vita e due concezioni di amore: da una parte c’è la dura realtà in cui imperano sentimenti superficiali (il sentimento ludico dello zio interpretato da Michael Shannon) e rapporti svaniti od infranti (il fallimento del matrimonio tra i genitori), dall’altra l’ostacolato legame tra Mud e Jupiter, solido ma tormentato, sincero ma ostacolato; sostenere quest’ultimo rappresenta infatti per il giovane protagonista un antidoto all’amara disillusione causata dai primi e, insieme, una risposta alla conseguente necessità di cambiamento: alla ricerca della forza interiore e di un motivo per credere ancora nel lieto fine, pur conoscendo le difficili insidie che contrastano la purezza dei sentimenti, Ellis sarà quindi costretto ad aprire gli occhi per scavare nelle vite degli adulti e in quei loro animi insidiosi come le torbide acque del Mississippi, che infatti, tra le pieghe dei fondali fangosi (non a caso messi in riferimento fin dal titolo al personaggio di un McConaughey sempre più convincente), può celare preziose perle ma anche serpenti o rottami. Uscito nelle sale italiane con clamoroso ritardo, fu presentato con successo a Cannes 2012 e poi distribuito negli USA ad Aprile 2013, ricevendo in seguito, tra i diversi riconoscimenti internazionali, anche il Premio Robert Altman (assegnato al regista, al responsabile del casting e al cast di interpreti) all’ultima edizione degli Independent Spirit Awards.

Mud
Mud
Summary
id.; di Jeff Nichols; con Matthew McConaughey, Tye Sheridan, Reese Witherspoon, Sam Shepard, Jacob Lofland, Ray McKinnon, Sarah Paulson, Michael Shannon, Joe Don Baker; drammatico; USA, 2012; durata: 130’.
70 %
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