Molto Forte, Incredibilmente Vicino

Molto Forte, Incredibilmente Vicino

- in Film 2011, Recensioni
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New York. Dopo aver perduto l’adorato padre (Tom Hanks) nell’attentato terroristico del World Trade Center, il piccolo Oskar Schell (Thomas Horn), undicenne fuori dall’ordinario, viene per caso in possesso di una misteriosa chiave appartenuta al genitore. Così, cercando di scoprire cosa potesse significare quell’oggetto, il bambino inizia uno straordinario viaggio per le strade e i distretti della grande metropoli. Durante la ricerca, Oskar verrà in contatto con un variegato gruppo di persone, per scoprire, in seguito, un segreto che, pur indirettamente, lo riguarda di persona.

L’11 Settembre accostato al bombardamento di Dresda, la straziante elaborazione di una perdita, un’infanzia solitaria ed una famiglia distrutta, il lutto privato che diventa tragedia collettiva. Denso di trame e contenuti pregnanti, il bel secondo romanzo del talentuoso Jonathan Safran Foer approda finalmente sul grande schermo in una versione cinematografica che però, purtroppo, non gli rende giustizia. Infatti, nonostante le buone premesse (l’accorto e pluripremiato produttore S. Rudin che ritrova, dopo il riuscito “The Hours”, l’apprezzato regista inglese S. Daldry) e la confezione di tutto rispetto (fotografia di Chris Menges, costumi di Ann Roth, musiche di Alexandre Desplat), i meriti concreti ed autentici di questo adattamento hollywoodiano di uno dei più creativi e fortunati romanzi sull’attentato al World Trade Center sono, purtroppo, pochi e isolati. Patinato dramma in odore di mèlo strappalacrime, “Molto Forte, Incredibilmente Vicino” è un film che punta al realismo magico alla Spielberg, ma nonostante l’ammirevole sforzo di fedeltà ad una materia di sì difficile adattamento da parte del capace sceneggiatore Eric Roth (Oscar per “Forrest Gump”), l’ambizione rimane tale, e l’operazione risulta poco riuscita. Infatti, se il romanzo d’origine (partendo da un attento ed importante approfondimento della città di New York su cui la pellicola soprassiede) riusciva a coinvolgere filtrando la vicenda dal punto di vista del piccolo protagonista, nel film tutto questo si perde in una riduzione piuttosto semplicistica ed impersonale, non riuscendo a restituire quella visione appunto “a misura di bambino” che avrebbe giovato alla storia e al suo intento. Perché non bastano le buone performance del cast (notevole il piccolo Horn, affiancato da una Bullock migliore di Hanks e da un grande Max von Sydow senza battute e candidato all’Oscar) per conferire al tutto quell’empatia limpida e sincera che invece latita in un film che, con un piglio più commosso che commovente, finisce per inanellare scene madri indugiando sul sentimentalismo con uno schematismo che a tratti sembra rasentare la ruffinaeria. Insomma, un film poco convincente anche perchè, in definitiva, fa pensare un po’ di occasione mancata.

Molto Forte, Incredibilmente Vicino
Molto Forte, Incredibilmente Vicino
Summary
"Extremely Loud and Incredibly Close"; di STEPHEN DALDRY; con THOMAS HORN, SANDRA BULLOCK, TOM HANKS, MAX VON SYDOW, VIOLA DAVIS, JEFFREY WRIGHT, JOHN GOODMAN, ZOE CALDWELL; drammatico; USA, 2011; durata: 129';
50 %
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