Avatar

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- in Film 2000-2009, Recensioni
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2154. L’ex-marine Jake (Sam Worthington), ridotto su una sedia a rotelle dopo una missione, viene inviato su Pandora, pianeta distante anni luce dalla Terra e abitato da creature blu chiamate Na’Vi, in costante comunicazione con la natura. La missione di Jake è di entrare in contatto con la popolazione di indigeni per facilitare la conquista da parte dei terrestri di un preziosissimo minerale che potrebbe salvare la Terra dal disastro ecologico. Per compiere la missione, Jake dovrà collegarsi, tramite macchine manovrate dalla coscienza umana, al suo surrogato Na’Vi artificiale geneticamente modificato, denominato “Avatar”. Ma quando Jake inizia ad integrarsi con la comunità di indigeni, si innamora di Pandora e della Na’Vi Neytiri (Zoe Saldana): da quel momento, la sua visione del mondo cambia, e Jake, attraverso il suo Avatar, decide di guidare i Na’Vi in una rivolta contro gli occupanti oppressori terrestri.

Difficile restare indifferenti davanti ai giganteschi mezzi pirotecnici che esplodono davanti ai nostri occhi (specie se lo si sta guardando in 3D) durante le due ore e quaranta dell’ultimo film del canadese James Cameron: arrivato in sala in pompa magna dopo una mastodontica campagna pubblicitaria durata quasi un anno, “Avatar” si rivela un film del tutto coerente con il cinema del regista, che si riconferma ambizioso e assai abile nel realizzare efficaci opere di genere animate da una sempre spettacolare tenuta del racconto e dell’azione. Infatti, questa sua ultima fatica (che gli è costata ben dieci anni di lavoro, di cui due per scriverlo e quasi uno intero per produrlo e dirigerlo), è un’epica e coinvolgente favola Sci-Fi panteista, pacifista ed ecologista (tra richiami alla vicenda di Pocahontas ma anche al classico della fantascienza “La Guerra dei Mondi”) che, grazie all’innovativa tecnica più che all’avanguardia (tra cui appunto un 3D questa volta utilizzato con sagace discrezione creativita), trascina lo spettatore in un avvolgente universo alieno in cui umanità e spiritualità possono insieme convivere e prevalere, come in un Eden parallelo non ancora sfregiato. Certo, il tutto non è comunque esente da alcuni limiti non trascurabili, specie nello script non esaltante (vedere ad esempio il debole sub-plot sentimentale), ma anche in alcune soluzioni e forzature di stampo fin troppo hollywoodiano (o addirittura disneyano?), evidenti anche nell’esposizione dei nobili ma un po’ scontati contenuti (la retorica pacifista ed ecologista) che da subito si rivela non proprio all’altezza dell’ammirevole orchestrazione; detto ciò, “Avatar” rimane comunque un riuscito e spettacolare kolossal travolgente nell’azione e sorprendente sul piano formale, in grando di coinvolgere il grande pubblico innanzitutto per l’indubbia padronanza del mezzo sostenuta appunto da funzionali contributi tecnici-visivi di prim’ordine. Sulla scia della vittoria ai Golden Globes (dove vinse i premi per miglior film drammatico e miglior regia), il film ha inoltre ottenuto 9 candidature agli Oscar e 3 statuette per miglior fotografia (dell’italiano Mauro Fiore) scenografia e, ovviamente, agli effetti speciali. Stratosferico successo planetario, con un incasso globale di oltre 2 miliardi di dollari.

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Summary
id.; di JAMES CAMERON; con SAM WORTHINGTON, ZOE SALDANA, SIGOURNEY WEAVER, GIOVANNI RIBISI, STEPHEN LANG, MICHELLE RODRIGUEZ; fantascienza; USA, 2009; durata: 162';
60 %
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