Vivere

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- in Akira Kurosawa, Anni 50, Recensioni
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Tokyo. Quando l’impiegato comunale Watanabe (Takashi Shimura) scopre di essere malato di un cancro incurabile, comprende con grande tristezza che non gli resta che impiegare al meglio il tempo che gli resta. Così, supportato solo da un amico scrittore e da una giovane ex collega, Watanabe decide di impegnarsi nella difficile impresa di trasformare un’area paludosa in un parco giochi per bambini. Alla sua morte, soltanto le madri dei bambini ricorderanno il loro benefattore.

Tra le opere più celebri ed importanti di Kurosawa, è uno dei più grandi film sul difficile tema della vecchiaia (uscito peraltro nello stesso anno di “Umberto D” di De Sica e “Luci della Ribalta” di Chaplin). Dopo l’ambizioso adattamento cinematografico de “L’idiota” (1951), nel delineare il difficile percorso interiore (lastricato di drammi e solitudini) di un uomo davanti all’ineluttabilità della morte, con questo emozionante capolavoro il Maestro giapponese porta sullo schermo un altro personaggio di stampo dostoevskijano, il cui animo buono finisce in definitiva (quasi paradossalmente) per esacerbare la sua condizione di “inetto alla vita”. Nella sua suggestiva essenza polifonica tra realismo e poesia, è un’amara, dolente e toccante riflessione sul senso della vita e, insieme, un sentito spaccato esistenzialista di vita giapponese in cui si alternano e magistralmente si fondono e si alternano vibrante lirismo e sottile ma decisa satira sociale (le stoccate alla negligenza burocratica e al dilagante egoismo), il tutto attraverso un’innovativa scrittura stilistico-narrativa che alterna e connette intensi flashback, funzionali salti temporali e ispirate pause riflessive: nella sua sfaccettata varietà di toni e registri, la costruzione libera e l’approccio sincero rispecchiano infatti la chiave di lettura del film che, puntano su un coinvolgimento diretto ed autentico (prima ancora che su rigore dell’impostazione e compattezza del racconto), rimane prettamente esistenzialista, e quindi introspettiva. Grande interpretazione del protagonista Takashi Shimura (davvero commovente nella scena in cui canta la malinconica canzone che fa da tema portante nella colonna sonora). Orso d’Argento al festival di Berlino.

Vivere
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Summary
“Ikiru”; di AKIRA KUROSAWA; con TAKASHI SHIMURA, SHINICHI HIMORI, HARUO TANAKA, MINORU CHIAKI, MIKI ODAGIRI, BOKUZEN HIDARI, MINOSUKE YAMADA, KAMATARI FUJIWARA, MAKOTO KOBORI; drammatico; Giappone, 1952; B/N; durata: 143’;
100 %
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