Mulholland Drive

Mulholland Drive

Hollywood. Sulla Mulholland Drive, la star del cinema Rita (Laura Harring) è vittima di un incidente stradale che le provoca la perdita della memoria. Quando conosce per caso la bella aspirante attrice Betty (Naomi Watts), che si offre di aiutarla a ritrovare la sua identità perduta, le due diventeranno amiche, poi amanti e, in seguito, rivali. Intanto, un regista prepara un film tra mille difficoltà; e poi ancora mafiosi e malviventi, veggenti e apparizioni, un teatro che si chiama “Silencio” e una misteriosa scatola blu…

È il titolo più celebre (e probabilmente anche il più rappresentativo) di colui che certamente è da considerarsi come uno più anticonformisti, inventivi, personali e discussi autori del cinema americano contemporaneo. Procedendo sulla scia di “Twin Peaks” e “Strade Perdute”, Lynch ne amplifica le situazioni, i toni e la predominante dimensione onirica: dopo un primo tempo in cui l’azione procede quasi linearmente (pur squarciata da flash schizoidi e passaggi ambigui e/o ambivalenti) il rimosso e l’inconscio vengono scoperchiati, esplodendo in un labirintico vortice angosciante e angoscioso, allucinato come un incubo e pervaso da un’aura di morte avvolgente, calda sensualità, sconvolgente violenza. Alcuni potranno forse respingerne la complessa e poliedrica visionarietà, ma è comunque impossibile sottrarsi alla sua potente identità unica e rapace, al genio visionario che la governa, alla sua indiscussa potenza visiva, alla magistrale tensione drammatica, ma anche al fascino unico e intrigante delle ambientazioni, dei misteriosi enigmi irrisolti, dei personaggi sfaccettati, delle musiche psichedeliche di Angelo Badalamenti. Assecondandone il linguaggio onirico, bisognerebbe prenderlo, come si fa per i sogni, lasciando da parte la razionalità e vivendolo come un’esperienza emotiva, composita ed enigmatica. Nato inizialmente come pilot di una serie TV, il progetto fu sospeso perché giudicato troppo ambizioso; Lynch chiuse così il film con i fondi francesi della Studio Canal. Tra i funzionali interpreti (tutti alle prese con personaggi certo non facili) spiccano, per drammatica e isterica intensità, le protagoniste della segmento “centrale”, ovvero la mora Harris e la bionda Watts. Nomination all’Oscar per la migliore regia, premiata al festival di Cannes (ex aequo con i fratelli Coen per “L’Uomo che Non C’era”).

Mulholland Drive
Mulholland Drive
Summary
“Mulholland Dr.”; di DAVID LYNCH; con LAURA HARRING, NAOMI WATTS, JUSTIN THEROUX, ANN MILLER, ROBERT FORSTER, DIANE BAKER, MELISSA GEORGE; drammatico; Francia/ USA, 2001; B/N; durata: 145’;
80 %
Voto al film
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